Indicatore SpMib (e saper star fermi) - (19/03/2008)
A parte il rammarico per il segnale short su Seat P.G. che ci è sfuggito (facevo accenno ieri, vedi sotto: oggi Seat crolla, in ogni caso tecnicamente non sarebbe stato semplicissimo venderlo allo scoperto), non ci dispiace per nulla essere completamente liquidi da vari giorni (il portafoglio di lungo è discorso a parte perchè lì si rimane dentro anche drowndawn ampi, ciò non toglie che AEDES è un problema e bisognerà affrontarlo nei prossimi giorni se non rimbalza un po' sull'ipervenduto). Quella di oggi non è una semplice discesa quantificabile guardando le percentuali negative degli indici, per certi versi è un crash molto più ampio di quello che può apparire dalle medie degli indici: ieri spiegavo le stranezze sui picchi di volatilità intraday che stanno avvenendo in questi giorni, giorni nei quali i cicli di brevissimo sono assolutamente “isterici”, con conteggi molto compressi. Ripeto ciò che ho scritto ieri: non vedevo da anni caratteristiche tecniche di questo tipo sono caratteristiche non adatte al trading. Infatti analizzando tramite screening degli scambi denaro/lettera, i movimenti sui books degli ultimi 10 giorni avvenuti sui titoli di maggior peso, si capisce che sarebbe stata difficile l'operatività tecnica di brevissimo, anche quella short. Cioè: teoricamente rimanendo a guardare abbiamo perso qualche occasione di guadagno con le vendite allo scoperto, ma il trading non è teoria, tantomeno si fa con i “se” e i “ma”, e se si studia più nei dettagli il mercato ci si accorge che nella pratica sarebbe stato molto difficile “shortare” alcuni titoli che stanno scendendo molto pesantemente.
Inoltre ricordo che già tra il 4 e il 6 marzo scorso(prima del segnale del 10/03 sull'indicatore), nei giorni in cui il mercato “zig-zagava” sopra 32.000 e accennava normalissime discese apparentemente di poco conto, scrivevo “attenzione, perché non sono normali piccoli cedimenti, c'è di più”. In effetti negli ultimi giorni molti titoli hanno subito autentici crash.
Ribadisco la scelta “impopolare”: stiamo ancora fuori a guardare, non fatevi prendere le mani, non siate impazienti. Noi in queste condizioni di mercato sappiamo attendere (soprattutto perché non c'è ancora alcun conteggio completo, per via della volatilità isterica e a singhiozzo).

N.B. - Queste analisi non equivalgono a dire "sale se sopra x, altrimenti scende se sotto y" basandosi su semplici supporti /e resistenze tracciate sui grafici. Qui analizziamo il rapporto tra TEMPO e PREZZO al di là dell'analisi tecnica tradizionale, cercando di capire QUANDO un break ha importanza e QUANDO invece è da ignorare. E' una logica di lavoro diversa dalla classica analisi tecnica basata esclusivamente su ciò che è visibile ed evidente sul grafico.
Sergio Nardini - www.ShoTrading.com
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