CLICK - Torna all'indice dell'archivio Aspetti tecnici del trading (post di analisi tecnica su patterns, charts ecc...) (ordine cronologico con i più recenti in alto) Jap candles [...]: scusami, non volevo intervenire, ma la frase “Ho nella mia libreria più di venti libri americani di analisi tecnica e posso confermarti che il non guardare le candles non ti porterà lontano” scritta a Funky….”non-se-po'-sentì”…..denota ingenuità oltre che - permettimi - una scarsa conoscenza del mondo del trading (a parte il fatto che Funky è trader professionista da 15 anni in desk a Londra e su lo vedono come un punto di riferimento per la sua freddezza nell'operare, quindi anche senza le candles e quei libri di AT forse da qualche parte di può andare, almeno fino alla “city”… :) …)) Le candles sono un metodo giapponese di lettura, il mondo è pieno di traders che non guardano affatto le candles…a storia del trading è piena DA SEMPRE di gente che legge i grafici a barre (e persino a linea!!!!). Libri ne puoi avere anche 1000 su candles, gann, ecc…. ma sono utilissimi per chi li vende e chi fa i corsi su queste cose, quello che contano sono gli studi statistici fatti a livello professionale e ti assicuro che quando studi l'evidenza vedi che l'affidabilità statistica di molte candles classiche nella pratica reale è ben diversa da quella che ti spiegano i libri di AT (magari pubblicati per il “popolo bue”). [...] -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- VIX Ripropongo a Nardini i miei quesiti, probabilmente non pervenuti a causa dell'inconveniente tecnico: sotto quale soglia di VIX e/o di volatilità così come segnalata dai suoi indicatori custom, riterrebbe opportuno tornare ai take profit invece degli attuali stop profit? E ridurre la soglia limite sugli ingressi, attualmente al 3%? I nostri indicatori di sistema misurano la volatilità considerando vari dati sui singoli titoli e rapportandoli con determinate misurazioni temporali (che ricordo sono dinamiche, e non fisse come nei metodi di conteggio classici, tipo per es. De Mark). Quindi non vi è alcuna relazione con indicatori tipo il VIX (che peraltro misura la volatilità implicita del paniere USA S&P500, e a voler esser pignoli c’è anche da dire che la misura in maniera indiretta, in quanto il VIX misura la variazione di una determinata formula fissa a scopo statistico, quindi a mio avviso sarebbe più corretto dire che è un indicatore di “aspettativa o previsione statistica” di volatilità del mercato più che un misuratore vero e proprio). Per quanto riguarda il discorso target o stop-profit vedremo sui singoli casi. Mentre la regola del 3 % credo rimarrà invariata. L'uncino di Ross e il sequential di De Mark Una domanda per Nardini: l'uncino di Ross e il sequential di De Mark (se li ha studiati ovviamente)sono validi strumenti per fare trading? Grazie Hook di Ross” (uncino di Ross): si tratta di un celebre pattern di prezzo individuato da John Ross, trader americano attivo negli anni '60. E' una figura classica e “statica”, cioè un pattern di prezzo che si limita all'analisi del grafico, senza tener conto di quella che è l'azione dinamica esercitata dal fattore tempo, così come una qualsiasi altra figura, tipo per esempio il “testa e spalle”. Il mio parere personale su questo tipo di patterns è che siano configurazioni che avevano una validità statistica nei mercati fino agli anni '60-'80 quando il mercato aveva caratteristiche molto diverse da quello attuale, cioè era un mercato molto più “lento” in quanto il moderno fenomeno del trading on line ha radicalmente cambiato le dinamiche aumentando in maniera vertiginosa la velocità, la volatilità intraday e i volumi. Se andiamo a guardare gli studi statistici davvero “seri” sull'affidabilità di questi patterns di prezzo (per esempio quelli compiuti da Thomas N.Bulkowski) vediamo che tali figure hanno un'affidabilità di gran lunga inferiore a quello che generalmente si vuol far credere (in passato ho per esempio spiegato varie volte come il “testa e spalle” sia un pattern enormemente sopravalutato in base alla reale statistica di affidabilità storica). Il problema di queste figure è che all'incirca nel 60 % dei casi compiono pull-back correttivi, una sorta di “sbavatura” sulla “perfezione” teorica della figura, che sembrano annullare tali patterns per poi magari riconfermarli. A questo punto si presenta il nocciolo della questione: come utilizzarli in maniera sistematica nel trading REALE se esiste un alto rischio di falsi segnali ? Aggiungo che più una figura è “celebre” e diffusa e più perde affidabilità (e sull'hook di Ross si pubblicano libri e si fanno interi corsi di trading…). Il mio parere è che tali patterns statici siano solo esercizi di analisi teorica, ma alla lunga impostare un metodo di trading su patterns statici non porti da nessuna parte. Il problema è soprattutto costituito dalla velocità con la quale nel mercato moderno tali figure si formano per esprimere poi nella realtà pratica variabili tecniche che si discostano da quella che dovrebbe essere la loro “perfetta” identificazione. L'altro problema, ancor più serio, è che l'affidabilità di tali figure cambia ENORMEMENTE in base alla scala temporale sulla quale si opera (pochi per esempio dicono che Ross ha individuato tale pattern lavorando quasi esclusivamente sui futures, non sull'azionario, con scale temporali che al giorno d'oggi appaiono desuete perché troppo ampie e “lente”). Se guardiamo un qualsiasi libro che parla dell'hook possiamo vedere esempi “perfetti” di funzionalità di tale patterns, perché se andiamo a cercare casi specifici possiamo trovare centinaia di patterns che sembrano funzionare, ma il problema al solito è la STATISTICA effettiva nel lungo periodo , fattore fondamentale che quasi nessuno analizza. La mia concezione del trading moderno si allontana dai patterns statici disegnati sui grafici, a mio avviso è necessario adottare un metodo di trading che tenga sempre conto della DINAMICITA' che la pressione del fattore tempo esercita su qualsiasi configurazione grafica, cioè: l'affidabilità di un pattern non è data da QUANTO il medesimo sia “disegnato con perfezione” sul grafico, ma dipende da QUANDO il medesimo di forma . Sarebbe interessante entrare più nei dettagli tecnici di questa, o altre figure, per dimostrare le mie conclusioni, ma non è qui la sede (ci vorrebero pagine di scritto…) -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- I supporti e le resistenze tracciate sui grafici non servono Salve In merito alle indicazioni per oggi 13/02/09 su Tiscali: BUY TISCALI (TIS) se sopra xxx Avrei una domanda da porvi : Perché non è stato indicato il massimo del 10/02/09 a 0,443 ? Cordiali saluti Perché qui non lavoriamo sui classici supporti/resistenze statici tracciati sui grafici, ma valutando l’ampiezza dinamica dei range di volatilità. Quindi i livelli operativi risultano quasi sempre diversi rispetto ai tradizionali supporti/resistenze basati sui mimini/massimi. -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Non comprare scommettendo sui minimi Egr. Sig. Nardini, indipendentemente dall'operatività suggerita dai suoi T.S., visto che il mercato sembre avviarsi ad un periodo di lateralizzazione, non pensa che in questo momento sia più conveniente tentare gli acquisti in prossimità dei minimi e rivendere più in alto possibile? Grazie e cordiali saluti. Se intende comprare sui supporti per "scommettere" sulla tenuta degli stessi e tentare piccoli rimbalzi, si tratta di un'operatività che alla lunga sarebbe disastrosa. E una "pseudo-tecnica" tipica dei neofiti, ma i supporti statici contano poco e nulla, salvo casi particolari. Qui lavoriamo in una maniera del tutto diversa (e molto più complessa in termini di valutazione dei segnali), ciò che conta è il rapporto tempo/prezzo perchè è impossibile "tentare gli acquisti in prossimità dei minimi" (un minimo è tale solo fin quando non viene rotto...). Un approccio del genere, in un trend ribassista, può portare al dissanguamento... -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- USA vs Italia Da che seguo le borse è sempre stato così: WS sale o scende a suo piacimento e le borse europee a 'mo di cagnolini cercano costantemente di adeguarsi, con gli occhi dei traders forse perennemente puntati sui grafici del future S&P500 prima ancora che sugli indici domestici; ma d'altronde si sa che la nostra è una "borsetta". Ogni tanto guardo le chiusure asiatiche e a volte mi sono divertito anche a seguire di notte i futures USA vs. il grafico del Nikkei e ho l'impressione che a volte in altre parti del mondo ci sia un pochino di minore "dipendenza psicologica" dagli starnuti di Wall Street. Io non credo, Vincenzo, che ci si sposterà sulla Borsa USA; Nardini l'ha sempre scritto che crede molto sulla specializzazione, per cui resteremo sull'Italia (anche se sarei felicissimo di esser smentito); purtroppo con l'aria che tira, ci sarà da penare ancora di più in mancanza degli short... con la speranza che davvero il 31 Dicembre sia la data ultima e non vi siano ulteriori proroghe. Riguardo la posizione aperta oggi (ieri 05/11 n.d.r.), brucia molto il -6%, ma direi che il ribasso finale sia avvenuto su volumi scarsi. Data la chiusura yankee (e sempre che i futures non giochino qualche brutto scherzo prima di lunedì mattina) credo che avremo buone possibilità di veder riprendere la salita. Buon WE a tutti. OSX qui ha esposto in maniera esauriente quella che è la mia linea di pensiero: in verità personalmente non ritengo che esistano "piazze migliori" di altre. Esistono metodi adatti o inadatti a determinati mercati, e non credo abbia gran senso paragonare un mercato piccolo come quello nostrano con un paniere "mostruosamente" più grande come quello USA. Per questo batto sempre sul solito "chiodo" della "specializzazione" che è l'esatto contrario di saltare da un mercato all'altro, o peggio cadere nell'effetto "spugna" (guardare troppi dati, confrontare mercati diversi, sentire troppe news, ecc...). Confrontare porta a distrazione in quanto aumenta in maniera esponenziale il fattore dovuto alle variabili interpretative, questo è un pericolo da evitare. In termini di confronto tra Italia e USA quello che succede in questo periodo non è assolutamente un'anomalia o una novità: è sempre stato così. Le cose che dice Vincenzo venivano spesso ripetute anche durante il periodo ad alta volatilità del crash post bolla new-economy del 2000, e si ripetono ciclicamente quando i mercati hanno una volatilità molto alta. Questo fattore (la volatilità alta) enfatizza le differenze tra USA e Italia. Il primo è un mercato estremamente più vasto e liquido, ma non è detto che ciò sia un vantaggio. Infatti quest'anno, soprattutto da giugno in poi, conosco vari traders che operano molto sugli USA, oltre che sull'Italia, che con sistemi "volatilty breakout" hanno preso mazzate inenarrabili, e ora si rammaricano perché se avessero evitato di “tenere il piede in due scarpe” avrebbero ora un conto corrente ben più corposo. Vi ricordo che un certo G.Soros per 15 anni ha fatto trading quasi esclusivamente su un titolo! ( Coca-Cola …mentre la gente credeva che operasse su mille cose diverse). Specializzazione…specializzazione...e pazienza. Il mercato è sempre lì. Buon week-end a tutti. -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- USA vs Italia Da che seguo le borse è sempre stato così: WS sale o scende a suo piacimento e le borse europee a 'mo di cagnolini cercano costantemente di adeguarsi, con gli occhi dei traders forse perennemente puntati sui grafici del future S&P500 prima ancora che sugli indici domestici; ma d'altronde si sa che la nostra è una "borsetta". Ogni tanto guardo le chiusure asiatiche e a volte mi sono divertito anche a seguire di notte i futures USA vs. il grafico del Nikkei e ho l'impressione che a volte in altre parti del mondo ci sia un pochino di minore "dipendenza psicologica" dagli starnuti di Wall Street. Io non credo, Vincenzo, che ci si sposterà sulla Borsa USA; Nardini l'ha sempre scritto che crede molto sulla specializzazione, per cui resteremo sull'Italia (anche se sarei felicissimo di esser smentito); purtroppo con l'aria che tira, ci sarà da penare ancora di più in mancanza degli short... con la speranza che davvero il 31 Dicembre sia la data ultima e non vi siano ulteriori proroghe. Riguardo la posizione aperta oggi (ieri 05/11 n.d.r.), brucia molto il -6%, ma direi che il ribasso finale sia avvenuto su volumi scarsi. Data la chiusura yankee (e sempre che i futures non giochino qualche brutto scherzo prima di lunedì mattina) credo che avremo buone possibilità di veder riprendere la salita. Buon WE a tutti. -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- VIX (Indicatore di volatilità implicita) per il buy/sell non serve a nulla... - VIX: concordo con quanto ha scritto Nicola: ci si è fatta male tanta gente in questi giorni a dar retta al vix. Guarda MG....lascialo perdere che io mi ci sono scornato sopra per un pò (vedi mio post di poco tempo fa). E alla fine..IK la volatilità, ma in pratica quando devi premere buy/sell sul breve o addirittura brevissimo, come CAVOLO LO USI ? -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Chiusura USA vs apertura Italia (III°) Sig. Nardini, condivido pienamente le sue parole. Meraviglioso poi il paragone tra il mercato finanziario e il mare....bellissimo davvero e soprattutto molto realistico. Per quanto riguarda la correlazione non più strettissima nei cicli brevi/brevissimi, l'avevo notata anch'io... molto spesso Milano al mattino parte meglio o peggio di WS (cioè non in strettissima correlazione con i movimenti dei futures USA nella sessione notturna Globex) e spesso si muove differenziandosi dalle altre borse europee... anche in giornate "topiche". Personalmente ho tradato finora soprattutto sugli USA (NYSE, NASDAQ e CME). A volte anche con posizioni overnight e so quanto possa essere stressante controllare l'emotività in questo caso. La seguo da meno di un mese, tuttavia devo dire che il suo modus operandi è tale che adesso riesco a essere più rilassato con gli overnight... e che curiosamente da alcuni giorni, ho smesso di stare incollato alla chiusura di Wall Street (pur avendoci, comunque, alcune posizioni aperte). La ringrazio per la sua pazienza, e nel rinnovarle la mia stima le auguro un ottimo weekend! -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Chiusura USA vs apertura Italia (II°) caro Nardini, parole sante le sue….ma chi ci riesce a staccare la spina quando vai in overnight fino a la settimana dopo ? Io questa sera lo so già che finirò incollato a guardare l’ultima ora di Wall St……. Lei ha ragione da vendere quando dice che questa dannata emotività è il nemico numero uno, qualsiasi grafico al confronto fa paura quanto un moscerino… Buon we ;) Personalmente, negli anni ’90, ho speso almeno 5-6 anni di serate spremendo gli occhi sulle ultime due ore di Wall. ST. Le conclusioni che ho ricavato sono queste: studiare la chiusura di Wall St per capire la successiva mattinata nostrana è: -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Il trading è come la meteorologia (differenze tra i cicli brevi e quelli lunghi) Eccoci qua, ieri tutti a gioire e oggi alle prese con "il mare". Da manuale il recupero dell'SPMIB da area 25.000, appena toccati è fiondato in su. In analogia a quanto detto ieri, se si ripete quanto successo negli anni 86-93 ora dovremmo recuperare almeno i 2/3 dell'intera discesa. Ma come dice Sergio “hic et nunc” siamo in fase ribassista. STM con il rialzo poderoso del dollaro forse domani potrebbe scattare, se gli shorter molleranno la presa. Seat al solito adorabile, Pirelli odiabile come il suo presidente... Premesso che per "forma mentis" (oggi siamo latinisti :)) personalmente non dedico troppo tempo a studiare i cicli di medio/lungo...(a noi interessa appunto l' "Hic et nunc", solo questo deve avere sempre in testa il trader di breve), però sul medio/lungo le analogie tecniche con il ciclo 86-93 in effetti non sono poche... nel campo delle "impressioni" condivido tale ipotesi. Poi il mare è sempre lì pronto a smentire soprattutto quelli che azzardano previsioni di medio/lungo... Il trading è un pò come la metereologia: finchè si parla di cicli di qualche giorno è pura scienza (probabilistica e statistica finchè vogliamo, ma scienza) ma se si va più in là e si guardano i mesi o gli anni....si sconfina nell'esoterismo da baraccone (basta leggere le "prestigiose" firme degli analisti che nel 99-2000 scrivevano cose del tipo "Nasdaq a 10.000....") -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- News vs analisi tecnica Salve Sig Nardini, mi chiedevo se il Suo sistema tiene conto in qualche modo delle notizie che arrivano dall'Italia e dall'estero (sopprattutto USA), o se si basa solo ed esclusivamente sull'analisi tecnica e sul rapporto tempo-prezzo? D’istinto risponderei: esclusivamente sull'analisi tecnica. Qui siamo "tecnicisti" puri e crediamo che nel trading di breve non abbia alcun senso basarsi su news che sono sempre già scontate dal mercato. E' un'affermazione che apre il classico dibattito tra sostenitori dell'analisi tecnica e quelli dell'analisi fondamentale (dibattito peraltro obsoleto, e a mio avviso fuori luogo nell'era del trading on line), ma personalmente sono certo al 1000 % che nessuno faccia soldi grazie alle news. Ho detto “news” e non “fondamentali” perché è importante distinguere nettamente quella che è l’analisi sui fondamentali di una società, o di un settore, e quelle che sono le notizie: -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Le cups & handle (tazze col manico) Salve, mi sembra di vedere una cup and handle rialzista su Safilo, ma siccome so che non è semplice identificare queste figure volevo cortesemnte un suo parere in merito. Grazie e complimenti per il gran guadagno su Seat (anche io ero tra quelli esposti molto pesantemente…). Saluti Lei probabilmente si riferisce al movimento che Safilo ha fatto dal 12 marzo scorso a oggi, movimento che graficamente può ricordare una “cup & handle” (“tazza col manico”, figura di accumulo, o distribuzione nel caso si tratti di “cup” rovesciata). In verità, dati alla mano, solo il 30 % di quelle che sembrano “cups” possiedono le caratteristiche necessarie a poterle definire cups autentiche. In questo caso l’andamento degli scambi, il rapporto denaro/lettera nei volumi giornalieri non conferma la “tazza”. Però al di là di queste valutazioni tecniche, si potrebbe provare un buy in caso di nuovo attacco a quota 2,17 € (non prima), in quanto con questo break ricilclerebbe il conteggio per un nuovo colpo di reni di brevissimo in su. Segnale da non anticipare (perché se cedesse sotto 2 si indebolirebbe parecchio sul brevissimo). --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
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