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Vademecum
(Le "perle di saggezza" di Sergio Nardini)
(ordine cronologico con i più recenti in alto)
Vademecum
Mentre tutti voi eravate attaccati al monitor a pensare e rimuginare (vendo? compro? ma perchè ha già fissato lo stop Sergio?...tanto lo so che è cosi) ho finalmente terminato di stilare un documentino word in cui riporto le perle di saggezza (scopiazzate un pò di qua e di la) che ci DEVONO entrare nella testa affinchè ci sia un approccio al trading più completo e meno tradizionalista. Ovviamente so che non c'è tutto, ma come si dice nel mio "sporco" lavoro spero possa essere utilizzato come guideline. L'ideale sarebbe stamparlo e appenderlo vicino lo specchio la mattina così mentre ti sbarbi te lo leggi, ma se lo vede la signora questa volta mi prende per pazzo sul serio :-) Personalmente l'ho letto per 2 giorni e approccio il mercato in maniera diversa. Sai com'è repetita.... Prima del buon we, occhio a LUX sotto il minimo di oggi... Spero di aver fatto cosa gradita. Buon WE!
Vincenzo C.
Vincenzo in allegato a questo post ci ha inviato un utilissimo vademecum (pubblicato qui sotto) nel quale ha raccolto e ordinato alcune delle principali “perle di saggezza” di Nardini. Riteniamo che il vademecum possa essere molto utile per tutti, soprattutto perché si differenzia dalle “classiche” massime generiche che si leggono in giro, bensì va a colpire nel segno anche per quanto riguarda l'importantissimo atteggiamento psicologico che bisogna mantenere nel trading di borsa. Ringraziamo Vincenzo per l'ottimo lavoro e ci complimentiamo con lui per aver capito in maniera profonda quanto LA PSICOLOGIA sia più importante della tecnica (una cosa durissima da far entrare nella testa di chi vuol fare il trader).
Francesco S.
1) SEGUIRE IL MERCATO, NON INTERPRETARLO
“non seguire alla lettera i segnali operativi (stop compresi) equivale ad interpretare i sistemi, non a seguirli”.
2) MAI PREVEDERE LA DIREZIONE
“è un atteggiamento psicologico che alla lunga può fare disastri nel trading di borsa, bensì bisogna sempre, con disciplina, “limitarsi” a cercare di capire quando un break tecnico ha effettiva validità, e di conseguenza adeguare l’operatività seguendo il mercato nella direzione del break. Il trading è un pò come la metereologia: finchè si parla di cicli di qualche giorno è pura scienza (probabilistica e statistica finchè vogliamo, ma scienza) ma se si va più in là e si guardano i mesi o gli anni....si sconfina nell'esoterismo da baraccone….”.
3) PIAZZE SU CUI OPERARE
“NON esistono piazze migliori di altre. Esistono metodi adatti o inadatti a determinati mercati”.
4) SPECIALIZZAZIONE
“NON saltare da un mercato all'altro. G.Soros per 15 anni ha fatto trading quasi esclusivamente su un titolo. (Coca-Cola …mentre la gente credeva che operasse su mille cose diverse) Specializzazione…specializzazione...e pazienza”.
5) EVITARE L’EFFETTO “SPUGNA”:
“NON guardare troppi dati, NON confrontare mercati diversi, NON sentire troppe news, ecc...
Confrontare porta a distrazione in quanto aumenta in maniera esponenziale il fattore dovuto alle variabili interpretative”.
6) OVERTRADING (fare troppe operazioni)
“da evitare come la peste. Il mercato è sempre lì”.
7) SAPER STAR FERMI
“stare fermi e fuori dal mercato a guardare è parte integrante del trading”.
8) DIFFIDARE DEI TRADING SYSTEMS “AUTOMATIZZATI” E DEI TRADING SYSTEMS CHE VI FORNISCONO TUTTI I DATI STORICI DELL’OPERATIVITA’
“chi ha qualcosa che vale sul serio (e con il quale opera in prima persona) non si sognerebbe mai di fornire tutti i dati di un trading system (perché i “cacciatori di trading systems e di stop” potrebbero identificare la formula del sistema). Chi fornisce tutti i dati storici di un sistema in verità sta solo proponendo un trading system automatizzato sul quale in realtà non opera in prima persona. E’ un atteggiamento da “consulenti” e da “venditori di segnali”, non da traders”.
9) ACQUISTI SUI MINIMI : UN MINIMO È TALE SOLO FIN QUANDO NON VIENE ROTTO...
“Un approccio del genere, in un trend ribassista, può portare al dissanguamento. Scommettere sulla tenuta dei supporti e tentare piccoli rimbalzi: si tratta di un'operatività che alla lunga sarebbe disastrosa. E’ una "pseudo-tecnica" tipica dei neofiti. I supporti statici contano poco e nulla”.
10) NON COMPRARE MAI SULLA DEBOLEZZA
“prenderesti mai al volo un coltello che cade dal quinto piano??...”
11) MAI MEDIARE
12) FISSARE UN TARGET PROFIT PREDETERIMNATO o LAVORARE CON STOP PROFIT PROGRESSIVI ?
“dipende molto dalle particolari condizioni della volatilità. Volatilità regolare e medio-bassa = target profit. Volatilità alta = stop profit”
13) ANALISI TECNICA TRADIZIONALE
“L’abitudine di tracciare linee di trend sul chart molto “vecchia-scuola” è un gioco fine a se stesso che nella pratica del moderno trading on line non porta da nessuna parte (ma serve molto a chi fa corsi di analisi tecnica da 1000 € a week-end...”
14) STOP-LOSS: IL MIGLIOR AMICO DEL TRADER (I)
“La prima cosa quando si compra un titolo è fissare subito un livello di stop-loss al di sotto del quale non si è disposti a scendere, perché “tenere sperando” (come quasi sempre ti senti dire in banca) è la strada sicura per perdere il capitale. Lo stop per un trader è quanto di più prezioso vi possa essere”.
15) STOP-LOSS: IL MIGLIOR AMICO DEL TRADER (II)
“Gli stop si rispettano sempre senza “se” e senza “ma”, e si rispettano persino “alla faccia” del titolo che poi può fare ciò che vuole, in quanto non bisogna lasciare il nostro ego legato ad esso”.
16) RENDIMENTO
“Non sale mai in linea retta, bensì con un trend composto da “inspirazione” (guadagno) ed “espirazione” (perdita), l’importante è la metodica applicazione degli stop-loss (taglio immediato delle perdite)”.
17) GAIN E LOSS (GUADAGNO E PERDITA)
“L’inspirazione e l’espirazione fanno parte del medesimo processo, un trader deve avere una visione psicologicamente “equanime” nei confronti del loss come del gain, perché sa che la singola operazione conta nulla… ciò che conta è il metodo e “l’equilibrio ritmico” tra gain e loss”.
18) PSICOLOGIA (I).
“NON rimanere attaccato psicologicamente alle operazioni chiuse. Alla lunga è molto deleterio…"
19) PSICOLOGIA (II)
“Nel trading è molto più importante la "tenuta" psicologica che la conoscenza tecnica”.
20) PSICOLOGIA (III). I TITOLI NON ESISTONO, ESISTONO SOLO I MOVIMENTI.
“I titoli non esistono, esistono solo i movimenti. E’ un concetto FONDAMENTALE da capire a livello psicologico. Si opera solo sui movimenti che hanno determinate caratteristiche tecniche compatibili, il resto è da ignorare, il resto non esiste. E’ il tipico errore (del tutto umano) che caratterizza il 90 % della gente che opera in borsa (perché, dati seri alla mano, solo il 7-10 % di chi opera sul mercato lo fa con metodi davvero validi). E’ una concezione del tutto alienante dalla realtà. Il mercato è movimento, è un mare d’energia, le singole onde sono i titoli che lo compongono. Un marinaio deve osservare le correnti e adeguare la navigazione, e quando un’onda è passata non si volta certo a vedere cosa quell’onda sta facendo mentre si allontana dietro la poppa della barca (e va a muoversi in zone di mare che non lo riguardano più)”.
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