Le trappole della Borsa. Le IPO e il caso Facebook.

Riceviamo da un lettore:

[…] Ho avuto modo di capire in questi anni quanto sia vero quello che Nardini ha sempre detto riguardo l’operatività da investitore inesperto cassettista di lungo periodo, cioè che nella maggioranza dei casi si tratta di una trappola per il povero bue che serve solo ad ingrassare la liquidità dei meccanismi che muovono i mercati finanziari. E che il trading sui mercati azionari è un’attività che richiede molto impegno e una gran dose di controllo dei propri nervi. Sono a scrivere questa lettera per raccontare un paio di aneddoti che ne sono testimonianza, e ringraziare Nardini perché è solo grazie ai suoi consigli, chiari e senza fronzoli, se nel 2008 non solo mi salvai dal rimanere letteralmente in “brache di tela” (cosa che sarebbe successa se avessi seguito i consigli della mia banca) ma addirittura riuscii a guadagnare grazie a posizioni di short-selling.  E se recentemente ho evitato un errore ingenuo (non si smette mai di imparare!) che mi avrebbe causato una brutta perdita quando ero tentato di aderire all’IPO di collocamento sul mercato USA del titolo Facebook.

A fine anno 2007 l’indice italiano dopo una correzione dai massimi e essere sceso sotto 40000 sembrava recuperare nuovamente quelle quote di prezzo, a quei tempi però non capivo ancora nulla di analisi tecnica, in verità non sapevo nemmeno a che quota fosse l’indice e come si guardasse un grafico. Avevo una cospicua sommetta (frutto della recente vendita di una casa) parcheggiata sul conto della mia banca. La direttrice mi chiamò dicendomi che tale giorno presso la loro filiale, una piccola filiale di provincia di una grossa banca italiana, era in visita un loro “esperto” di mercati azionari dalla sede provinciale, mi chiede in maniera vaga se voglio andare solo a fare quattro chiacchiere.  Mi ritrovo nell’ufficio della direttrice che mi presenta il responsabile delle consulenze, inizia a dirmi cose tipo: “è il momento di comprare” , “ai nostri clienti stiamo facendo fare il carico soprattutto  di Telecom, Seat, Fiat, Finmeccanica ecc ecc”, “che se ne fa di quei soldi fermi lì ? Facciamo un bel portafoglio su 10-15 titoli.. è il momento giusto”. Era piuttosto insistente. Gli dico che ho dei dubbi, e che vorrei prima  sentire il parere di un trader-analista indipendente che seguo sul suo sito internet. Loro: (sorrisini beffardi):  “ma lasci perdere internet! Si leggono un sacco di fandonie! Mi creda, lasci perdere! Qui siamo professionisti, ci occupiamo da sempre di mercati, abbiamo le informazioni giuste”. Io insisto e dico loro che  gli farò sapere.

Mandai una mail a Nardini che molto gentilmente mi rispose dicendomi che non fa consulenza  su portafogli di medio-lungo periodo, ma che essendo io un iscritto ai suoi report mi avrebbe semplicemente indicato dei prezzi da tenere d’occhio su quei titoli consigliati dalla banca. Dopo qualche giorno mi manda una mail con allegati dei grafici che ancora conservo, riporto la parte principale:

“Le premetto che io ho una visione di breve periodo sul mercato, ragiono di  giorno in giorno cercando di capirne la direzione (ma senza avere alcuna idea preconcetta su dove andrà il mercato). Quindi mi riferisco alla situazione attuale con un orizzonte temporale di breve periodo, da rivalutare  continuamente, di  giorno in giorno, tramite il nostro indicatore. Al momento abbiamo sull’indicatore un segnale short, cioè di ribasso, quindi personalmente sconsiglierei qualsiasi acquisto.  In particolare i titoli che mi ha indicato nella sua prima mail sono in prossimità di livelli di prezzo (che le indico qui sotto), livelli che se bucati possono tecnicamente portare ad una discesa repentina con volatilità in forte aumento. Personalmente,  se li avessi già in portafoglio, li venderei immediatamente al bucare dei livelli indicati senza stare successivamente a pensarci troppo. Altresì tenterei operazioni al ribasso tramite short-selling (se usa Fineco può […]) ricordandosi però di fissare immediatamente livelli di stop-loss al di sopra dei quali tagliare le eventuali perdite in caso di rimbalzo. Ricordo che gli stop loss sono da applicare “senza se e senza ma”. Non so se le mie parole le sono d’aiuto, in quanto lei probabilmente voleva consigli sul lungo periodo, ma il “lungo periodo” per quanto mi riguarda è materia da “sfere di cristallo e cartomanti”.

Morale: parlavo un mese fa con un conoscente che ha seguito i consigli del cartoman… pardon, della banca e ha in carico ancora adesso quel portafoglio di titoli, mi diceva:

 “sto perdendo una barca di soldi, quasi l’80 %....mi continuano a dire di tenere, tenere, in banca non fanno altro che dirti di tenere e aspettare, sono anni che va avanti così….lo so...quei soldi ormai non li vedo più…”.

(Io nel 2008 seguendo le analisi/indicatore short di Nardini riuscii a fare quasi un +40% nel giro di pochissimo tempo. Ma questa è un’altra storia).

L’episodio più recente invece riguarda il collocamento sul mercato USA di Facebook. Siccome non si smette mai d’imparare (e siccome forse sono un po’ di coccio) mi era balenata l’idea di puntarci qualcosina… Ho mandato una brevissima mail a Nardini per chiedergli che ne pensava. Questo è il copia e incolla della sua riposta lapidaria:

“Premesso che in generale il mio parere sulle IPO, per  loro natura, è che siano operazioni costruite a tavolino per fregare gli investitori inesperti e far fare non di rado montagne di soldi in maniera molto veloce alle mani forti che ne manovrano le fila. Al di là di questo non mi occuperei mai di un titolo che non ha alcuna base tecnica sulla quale lavorare, per questo ignoro del tutto i titoli che non abbiano almeno un anno di quotazioni  alle spalle (come minimo). Operare su titoli troppo giovani non permette di avere riferimenti tecnici e a mio modesto avviso equivale a scommettere d’azzardo, figuriamoci aderire ad un’IPO, cioè  ancora prima che il titolo sia nato! Non ho la più pallida idea di cosa farà FB nel suo andamento iniziale, se non scenderà da subito potrà forse fare una salita veloce all’inizio, ma credo  che alla fine la storia che si ripeterà sarà la solita: montagne di soldi per le mani  forti e una fregatura per chi ha aderito all’IPO. Tanto vale a mio avviso andare al casinò e puntare tutto sul rosso o sul nero… (personalmente non ho mai giocato d’azzardo in vita mia)”.

Il collocamento di Facebook è già storia (valore dimezzato) ma guarda che ti vedo e che ti leggo ieri su come è andata !!!:

LINK:

http://finance.yahoo.com/blogs/daily-ticker/facebook-faces-another-blow-insider-peter-thiel-dumps-153801444.html

Praticamente una vera e propria truffa studiata a tavolino. Magari tra un mese, un anno o 10 anni avrà le quotazioni a 100$, tanto meglio per chi le ha in carico, ma ciò non cancellerebbe minimamente la logica con la quale è stata architettata l'operazione: tantissimi soldi veloci per chi sapeva.  Questo almeno è come la vedo io.

Un caro saluto a Nardini e a tutti  gli shotraders.

Con  stima

Lorenzo G.